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© 2020, Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli
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Analisi del contesto, fabbisogno tecnologico e produzione della conoscenza. Metodologie e sistemi integrati, archiviazione e gestione dei dati in centri urbani pluristratificati


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I grandi centri urbani affrontano quotidianamente il difficile rapporto tra qualità della vita e esigenze di sviluppo e crescita, puntando sempre più verso scelte ecosostenibili e ecocompatibili. In questa direzione, per una visione globale che indirizzi verso le strategie più adatte, è imprescindibile la conoscenza dei contesti urbani, nelle loro forme attuali e nelle trasformazioni che nel corso del tempo le hanno plasmate. Questo concetto è oltremodo valido nei centri urbani pluristratificati, dove il patrimonio culturale si intreccia a doppio filo con le incisive trasformazioni territoriali e urbanistiche prodotte dalla società contemporanea. Si delinea, quindi, un quadro in cui la pianificazione e l’amministrazione delle nostre città dialogano con la tutela, la valorizzazione, la promozione e la fruizione del Patrimonio inteso come eredità culturale collettiva, grazie a strumenti legislativi e strategie di gestione sempre più organiche, nel rispetto del contesto storico e in armonia con gli interventi di conservazione e di trasformazione.

Il patrimonio archeologico, a lungo considerato un rischio o un ostacolo per la realizzazione di opere di interesse pubblico, è al contrario una risorsa da potenziare per lo sviluppo sostenibile dei centri urbani: la conoscenza delle modalità insediative antiche, delle comunità che le produssero, delle trasformazioni che hanno cancellato o conservato tracce del paesaggio urbano – sotto forma di frustuli stratificati e inglobati nelle città contemporanee – può divenire fattore di valutazione in ogni intervento di progettazione rivolto alla città.

L’utilizzo di applicazioni informatiche e il ricorso a infrastrutture di comunicazione innovative (ICT) hanno favorito il diffondersi di strategie di smart culture che supportano questa richiesta di conoscenze e il soddisfacimento del fabbisogno tecnologico. La creazione di Atlanti e di Sistemi Integrati di conoscenze – in cui si integrano i dati archeologici con diversificati livelli di informazione – consentono di predisporre e utilizzare reti di dati complesse su cui definire molteplici approcci d’intervento: dal monitoraggio alla tutela del patrimonio culturale, dalla pianificazione urbanistica alla gestione delle risorse culturali. Inoltre, la realizzazione, negli ultimi decenni, di reti di mobilità urbana sotterranea ha reso ancora più evidente la complessità del tessuto archeologico di alcune città italiane ed europee, accrescendo la necessità di strumenti di intervento, analogamente ai Piani Urbani per la mobilità sostenibile, che mettano a sistema le conoscenze (archeologiche, storico-culturali, ambientali ecc.) in sistemi integrati a disposizione dei cittadini, delle amministrazioni e degli enti locali.

In questo quadro generale, il progetto di ricerca si propone un’analisi comparata, all’interno del panorama italiano, dei principali Sistemi Informativi Territoriali delineando linee di tendenza e scelte adottate per dare risposte efficaci alle richieste di fabbisogno tecnologico e soluzioni adeguate alla gestione e fruizione di un’ampia e complessa base di conoscenze.

Il contesto urbano di Napoli rientra tra i casi analizzati: nell’ambito del progetto PAUN (Parco Archeologico Urbano di Napoli) si prevede, infatti, la creazione di una Sistema Integrato di Conoscenze dedicato al patrimonio archeologico, ambientale e storico-monumentale e applicato al contesto di Piazza Municipio. Le soluzioni adottate nell’esperienza partenopea, con il ricorso a infrastrutture di comunicazione innovative nel gestire anche le nuove conoscenze acquisite durante gli scavi per la realizzazione della Metropolitana, sono poste a confronto con contesti analoghi censiti nel panorama italiano e europeo. È stato così possibile individuare metodologie comuni d’intervento, standard e procedure che non confliggano con gli indirizzi di sviluppo urbano e che siano coerenti e in linea con strategie sostenibili di valorizzazione del patrimonio culturale, di riqualificazione dei centri urbani a lunga continuità di vita e di fruizione delle conoscenze a favore delle Comunità.

Le fasi iniziali della ricerca sono state dedicate al censimento e all’analisi dei principali Sistemi Informativi Territoriali Archeologici presenti sul territorio nazionale. Le esperienze analizzate riguardano i Sistemi SITAR per la città di Roma, SITAVR per Verona, SITAIS per Isola della Scala (VR), SITAPT per Porto Torres (SS), MAPPA per Pisa, SIUrBe per Benevento, OpenCiTy per Catania, ARCHEOFI per Firenze (Fig. 1).

Si è evidenziata una comune filosofia di base e una struttura logica che tende a garantire l’interoperabilità, con l’obiettivo di implementare il Sistema Informativo Territoriale Archeologico Nazionale (SITAN). I Sistemi informativi prodotti hanno, in particolare, tenuto conto di flussi di dati e di informazioni processati in maniera compatibile con gli standard del SIGEC-WEB dell’ICCD del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Tutte le piattaforme offrono un WEB DB, per la raccolta dei dati, e un WEB GIS, che ne consente la rappresentazione nello spazio e sui differenti supporti cartografici disponibili; la strutturazione e il popolamento del database con le informazioni archeologiche è servita per recuperare, elaborare e sistematizzare le ricerche pregresse e integrarle con quelle in corso, rendendole fruibili, dove possibile, a diverse scale di dettaglio – dalle notizie generali e aggregate, interpretative e storiche, fino ai dati grezzi. Il posizionamento delle informazioni nello spazio facilita l’integrazione con altri dataset di diversa provenienza e natura (studi geologici, geomorfologici, ambientali, studi storico-monumentali, dati amministrativi, ecc.) consentendo di padroneggiare una rete integrata di conoscenze implementabile a ogni nuova acquisizione.

[1] La figura, elaborata dall’autrice, ha utilizzato immagini e informazioni disponibili sui Sistemi Informativi analizzati. In particolare, si veda: Sistema Informativo Territoriale Archeologico Verona – SITAVR – https://sitavr.scienze.univr.it [consultato in data 18 marzo 2020], Basso et Al., Il progetto SITAVR (Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Verona). Il racconto di un esempio di riuso e collaborazione virtuosa in ambito di pubblica amministrazione, in Archeologia e Calcolatori Supplemento 8, 2016, 72-79 (http://www.archcalc.cnr.it/indice/Suppl_8/10_Basso_et_al.pdf); Metodologie Applicate alla Predittività del Potenziale Archeologico Pisa – MAPPA – http://mappagis.cs.dm.unipi.it:8081/mappa/mappa.phtml; Sistema Informativo Territoriale Archeologico Roma – SITAR – http://www.archeositarproject.it [consultato in data 18 marzo 2020], M. Serlorenzi, Open Data in archeologica: alcune questioni aperte. Il caso del Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma, in “Accesso aperto al patrimonio culturale digitale e linked open data: strategie, progetti e nuove opportunità”, Workshop Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 4 marzo 2015 http://www.otebac.it/index.php?it/22/archivio-eventi/260/roma-workshop-accesso-aperto-al-patrimonio-culturale-digitale-e-linked-open-data-strategie-progetti-e-nuove-opportunita;

Sistema Informativo Urbano di Benevento  – SIUrBe –  https://www.academia.edu/8294943/Il_Sistema_Informativo_Archeologico_Urbano_di_Benevento_SIURBE_una_esperienza_integrata_tra_flussi_di_conoscenza_e_gestione_dei_dati_Opening_the_Past_2013_Archaeology_of_the_Future_Pisa_13-14-15_06_2013 .

Fig. 1 Localizzazione dei Sistemi Informativi censiti sul territorio nazionale e visualizzazione di alcune schermate WebGis  [1]

Nel contesto della città di Napoli, il progetto PAUN (Parco Archeologico Urbano Napoli) punta alla realizzazione di un Sistema Informativo integrato in grado di raccogliere, gestire e diffondere i dati archeologici e storico-monumentali interandoli con le informazioni sul patrimonio culturale della città per fornire una base conoscitiva e uno strumento di supporto per la diagnostica, il monitoraggio, la tutela e la valorizzazione dei Beni. Il Sistema, compatibile con gli standard del Sistema Informativo Archeologico Nazionale (SITAN) e del SIGEC-WEB dell’ICCD del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, vuole soddisfare l’esigenza di informazioni e servizi relativi al patrimonio culturale attraverso modalità che favoriscano l’innovazione dei sistemi di gestione del Patrimonio.

La realizzazione del Sistema Informativo nell’ambito del Parco Archeologico Urbano di Napoli ha consentito di mettere in sistema le conoscenze del centro storico della città, a partire dai dati acquisiti durante i lavori per la Metropolitana (Linea 1 e Linea 6).

In particolare, per i contesti di piazza Nicola Amore – Stazione Duomo – e di piazza Municipio – Stazione Municipio -,  estremamente interessanti per la definizione delle dinamiche di vita della città antica, le nuove conoscenze sono state diffuse già durante la fase dei lavori pubblici, compensando le difficoltà arrecate dai cantieri con la possibilità di visitarli e con la restituzione dei risultati alla cittadinanza mediante iniziative di divulgazione e mostre allestite al Museo Archeologico Nazionale (Fig. 2). In PAUN sono stati pensati percorsi di comunicazione innovativi dei contesti archeologici e dei monumenti, con l’utilizzo di tecnologie di fruizione immersive; il coinvolgimento della comunità cittadina, dei turisti e dei visitatori è sollecitato dalla possibilità di riuso dei dati per la creazione collaborativa di nuovi contenuti attraverso strumenti e applicazioni innovativi rivolti alla valorizzazione e alla promozione. Infine, la conclusione dei lavori e la chiusura dei cantieri lasceranno il posto a stazioni progettate da architetti di fama internazionale in cui sezioni museali esporranno le evidenze archeologiche rinvenute. Si vuole in questo modo rispondere all’esigenza di condivisione delle conoscenze con la collettività e alla necessita di restituire alla società contemporanea la memoria storica e stratificata della città e dei luoghi.

Sistema Informativo Urbano di Benevento  – SIUrBe –  https://www.academia.edu/8294943/Il_Sistema_Informativo_Archeologico_Urbano_di_Benevento_SIURBE_una_esperienza_integrata_tra_flussi_di_conoscenza_e_gestione_dei_dati_Opening_the_Past_2013_Archaeology_of_the_Future_Pisa_13-14-15_06_2013 .

 

[2]La figura, elaborata dall’autrice, ha utilizzato immagini e informazioni disponibili sugli scavi archeologici realizzati a Napoli contestualmente alla realizzazione della metropolitana. In particolare, si veda: G. Boetto, V. Carsana, D. Giampaola, I relitti di Napoli e il loro contesto portuale, in S. Medas, M. D’Agostino, G. Caniato (a cura di), Archeologia. Storia. Etnologia navale, Atti del I convegno nazionale Cesenatico, Museo della Marineria (4-5 aprile 2008), Navis 4, 2010, pp. 115-122, (fig. 1) https://www.academia.edu/2332630/I_relitti_di_Napoli_e_il_loro_contesto_portuale ; D. Giampaola, U. Carughi, G. Giordano, I cantieri della metropolitana di Napoli: dagli scavi ai progetti di valorizzazione, in A. Pontrandolfo, M. Scafuro (a cura di), Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo, Atti del I Convegno Internazionale di Studi (Paestum, 7-9 settembre 2016),  vol. V, pp. 1331-1346; Progetto Architettonico Definitivo Napoli 03.10.2012 di M. Fuksas disponibile su https://www.slideshare.net/Madeco12/napoli-stazione-duomo-03-10-2012 [consultato in data 18 marzo 2020]. Le immagini di Piazza Municipio dall’alto sono riprese di Google Earth, rispettivamente del 2007 (in alto) e 2018 (in basso) [consultato in data 18 marzo 2020], mentre la foto dei reperti di Piazza Municipio, esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è dell’autrice.

Fig. 2 Il contesto urbano di Napoli con due focus sulle stazioni di Piazza Municipio – di cui si vedono gli scavi archeologici e i cantieri nel 2007 e nel 2018 – e di Piazza Nicola Amore –  con i progetti per la stazione in cui sarà visibile il tempio del santuario dei Giochi Isolimpici[1]

Un approfondimento d’indagine è stato rivolto al censimento di altri contesti urbani pluristratificati in cui la realizzazione di reti per la mobilità sotterranea ha consentito, incentivato o favorito un accrescimento delle conoscenze sul patrimonio storico, archeologico e culturale delle città.

Allo stato attuale della ricerca, sul territorio nazionale sono state raccolte informazioni sugli interventi di scavo effettuati negli ultimi decenni nelle città di Roma, Brescia, Milano, Torino, Catania, Genova e Napoli. Soprattutto nei progetti più recenti, l’utilizzo di strumenti informatici e la creazione di Sistemi Integrati ha permesso di mettere in sistema tutte le informazioni pregresse con i dati di nuova acquisizione. L’obiettivo condiviso è quello di un ampliamento delle conoscenze nella direzione di un’archeologia pubblica che attribuendo rinnovato valore ai resti archeologici, attraverso forme innovative e smart di comunicazione e condivisione, entri a far parte di spazi quotidiani, immersi nella vita di tutti, quali sono le stazioni della metro, le strade, le piazze e i centri storici.

Sul territorio europeo, numerose sono le analoghe esperienze di valorizzazione e fruizione innovativa e immersiva del patrimonio culturale legato ai lavori per la trasportistica (da Atene a Salonicco, da Londra a Amsterdam): mirano tutte, in ultima analisi, al miglioramento della qualità di fruizione delle stazioni e dei luoghi di accesso ai trasporti urbani trasformando quelli che altrimenti sarebbero meri punti di transito in spazi di interazione culturale e sociale, spazi vivibili, complessi e multifunzionali, luoghi di aggregazione, di condivisione, di connessione (spaziale così come culturale) a favore della cittadinanza, di passeggeri e visitatori.

[3] La figura, elaborata dall’autrice, ha utilizzato immagini e informazioni disponibili sui contesti urbani pluristratificati in cui gli scavi per la realizzazione della mobilità urbana sotterranea hanno consentito di mettere in luce nuovi dati per la storia delle città, ampliandone le conoscenze.. In particolare, si veda: per la città di Brescia https://www.bresciamobilita.it/public/resources/brescia%20mobilita/utenti/metrobs/brochure-metropolitana-di-brescia1.pdf;  per Milano, la fotografia fa riferimento agli scavi presso il duomo realizzati negli anni Sessanta del secolo

Fig. 3 L’immagine raffigura la localizzazione di alcuni degli interventi di archeologia in città stratificate interessate dalle reti di mobilità urbana sotterranea[1].

In tutti i contesti presi in esame, la realizzazione di opere di trasportistica urbana sotterranea ha consentito l’acquisizione di nuove conoscenze sulle nostre città, sulle trasformazioni che le hanno cambiate, sugli uomini che le hanno vissute, riaccendendo vivacemente sia l’interesse sulla storia, sull’identità e sulla memoria cittadina, sia le problematiche, spesso conflittuali, tra esigenze di tutela e valorizzazione delle evidenze archeologiche e necessità urbanistiche di pianificazione. Questo contrasto, in fin dei conti apparente, può trasformarsi in sinergia con l’adozione di soluzioni diversificate che si adattino al contesto urbano, che non ne ledano lo sviluppo ma lo indirizzino verso forme sostenibili e compatibili e ne esaltino la storia e l’identità attraverso il coinvolgimento della comunità. Tale prospettiva appare realizzabile a partire da una conoscenza organica e complessa delle problematiche storiche e sociali della città e dalla condivisione di essa, resa pubblica e accessibile seguendo diversi indicatori: comunicazione/divulgazione, educazione al patrimonio, studio del pubblico a cui ci si rivolge, professionalità coinvolte, tematiche del libero accesso ai dati e della loro libera circolazione. Le scelte di restituzione alla città del proprio patrimonio storico, di appropriazione e di riuso da parte dei cittadini degli spazi del quotidiano in cui vengono integrati monumenti, resti e conoscenze del passato rinvenuti durante lavori pubblici, si configurano proprio nella direzione di incentivare forme di partecipazione e inclusione sociale attraverso azioni e rapporti di tipo bottom-up. Il percorso di tutela e valorizzazione che ne può scaturire non riguarda più soltanto l’oggetto, il monumento, ma ingloba e esalta sia le relazioni che le persone instaurano coi luoghi e col paesaggio urbano, sia il patrimonio culturale materiale e immateriale a cui le persone hanno attribuito valore.

 

scorso, in A. Windholz (a cura di), Metro Milano. Il cantiere della metropolitana milanese 1958-1962, 2013 disponibile in https://www.academia.edu/26435881/Metro_Milano_Il_cantiere_della_metropolitana_milanese_1952 1962._Una_documentazione_fotografica_con_un_racconto_di_Gianni_Biondillo_Mendrisio_-_Cinisello_Balsamo_2013; per la città di Torino, si fa rifermento allo scavo della Linea 2 in Piazza Carlo Alberto riportato sulla testata giornalistica La Stampa al link https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/torino/2018/11/15/news/un-altra-magia-dagli-scavi-a-torino-riaffiorano-giardini-e-fontana-del-settecento-1.34060448 ; per Genova, si fa riferimento all’evento di presentazione dei risultati degli scavi Archeologia Metropolitana, Piazza Brignole e Acquasola, tenutosi tra 2009 e 2010 (https://www.archeologia.it/proposte-di-visita/mostre-ed-esposizioni/proposte-mostre-esposizioni/?id=1924), a cui ha fatto seguito la pubblicazione del volume A. Del Lucchese, P. Melli (a cura di), Archeologia Metropolitana, Piazza Brignole e Acquasola, 2010; per la città di Roma, l’immagine raffigura l’intervento archeologico presso Piazza Venezia M. Serlorenzi, L. Saguì (a cura di), Piazza Venezia. L’indagine archeologica per la realizzazione della metropolitana. Le fasi medievali e moderne, in Archeologia Medievale XXXV, 2008, pp. 175-198, fig. 22 (disponibile online alla pagina https://www.academia.edu/3999645/M._SERLORENZI_L._SAGUÌ_a_cura_di_Roma_piazza_Venezia._L_indagine_archeologica_per_la_realizzazione_della_metropolitana._Le_fasi_medievali_e_moderne_in_Archeologia_Medievale_XXXV_2008_pp._175-198); Napoli è raffigurata in un’immagine acquisita il 14 novembre 2018 da Google Earth che inquadra l’area del cantiere di Piazza Municipio; la città di Catania è raffigurata in una vista dall’alto del teatro e di Via Crociferi in D. Malfitana, Catania. Archeologia e città. Idee e progetti, in D. Malfitana, A. Mazzaglia, G. Cacciaguerra (a cura di), Catania. Archeologia e città. Il progetto OPENCiTy. Banca dati, GIS e WebGIS, vol. !, 2016, pp. 9-34, Fig. 2 (disponibile alla pagina https://www.academia.edu/26458940/Catania._Archeologia_e_citta_._Idee_e_progetti ).

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ASSEGNISTA DI RICERCA:

DOTT.SSA DANIELA MUSMECI

RESPONSABILE SCIENTIFICO:

PROF A. SANTORIELLO