Scroll to top
© 2020, Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli
Share

Progetto PAUN
Parco Archeologico Urbano città di Napoli

“Un Parco archeologico è un ambito territoriale caratterizzato da importanti testimonianze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, culturali, paesaggistici ed ambientali, oggetto di valorizzazione, sulla base di un progetto scientifico e gestionale”.

Ne consegue che la presenza di consistenti resti archeologici e di valori storici, paesaggistici e ambientali, è condizione necessaria ma non sufficiente: per la realizzazione di un Parco archeologico è indispensabile l’elaborazione di uno specifico progetto, che sia espressione e sintesi di aspetti settoriali diversi, tutti omogeneamente concorrenti alla piena valorizzazione del bene culturale.

01. PAUN

PARCO ARCHEOLOGICO URBANO NAPOLI

Un Parco archeologico è un ambito territoriale caratterizzato da importanti testimonianze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, culturali, paesaggistici ed ambientali, oggetto di valorizzazione, sulla base di un progetto scientifico e gestionale”.

Ne consegue che la presenza di consistenti resti archeologici e di valori storici, paesaggistici e ambientali, è condizione necessaria ma non sufficiente: per la realizzazione di un Parco archeologico è indispensabile l’elaborazione di uno specifico progetto, che sia espressione e sintesi di aspetti settoriali diversi, tutti omogeneamente concorrenti alla piena valorizzazione del bene culturale.

02. Il Progetto

Le finalità

Le finalità dei parchi archeologici consistono nel garantire la salvaguardia, la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico; nel favorire la riqualificazione dell’ambiente naturale e del territorio nei suoi valori storici stratificati; nel promuovere l’uso pubblico con particolare attenzione alla funzione formativa e informativa; nell’incentivare  la ricerca e la diffusione delle conoscenze, attivando collaborazioni tra le diverse istituzioni preposte alla ricerca, alla tutela, alla valorizzazione, all’istruzione, alla formazione e in generale alla vita culturale del Paese. In questa direzione muove anche la più recente strategia del MIBAC (DCPM 28 febbraio 2014) attraverso l’attribuzione ad alcuni Parchi Archeologici dello statuto di istituti dotati di autonomia speciale, di rilevante interesse nazionale.

Gli stessi obiettivi valgono nel caso della categoria specifica dei parchi archeologici ‘urbani’ cui è dedicato questo progetto: aree di rilevante interesse storico e monumentale, integrate all’interno di tessuti cittadini per offrire al pubblico la documentazione di un palinsesto insediativo che ricostruisce la memoria storica e stratificata della città.

Il Progetto PAUN ha l’obiettivo di porre le basi per la realizzazione del Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli definendo la sua localizzazione iniziale nel sito archeologico di Piazza Municipio.

Da un punto di vista concettuale, il progetto si fonda sull’assunto che senza conoscenza non c’è valorizzazione durevole e senza tutela non c’è patrimonio da trasmettere alle future generazioni.

Uno degli obiettivi principali è, dunque, soddisfare l’esigenza di informazioni e servizi relativi al patrimonio culturale attraverso modalità che favoriscano l’innovazione dei sistemi di tutela e di valorizzazione.

I principali destinatari del progetto del parco archeologico urbano di Piazza Municipio sono gli Enti territoriali (Regione Campania e Comune di Napoli), gli organi periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (la Soprintendenza ABAP della città di Napoli), le committenze pubbliche e private a vario titolo interessate dall’intervento (ad es., la Società Metropolitana S.p.a.), operatori economici interessati all’ampliamento dell’offerta turistico-culturale su piattaforme digitali. Con i destinatari istituzionali del progetto saranno attivate forme di collaborazione e convenzione.

Soluzioni integrate in un’unica struttura tecnologica, organizzativa e culturale

Il Distretto intende promuovere lo sviluppo di una politica industriale di medio e lungo periodo che veda nel Patrimonio Culturale l’occasione per costruire un valore con il quale creare sviluppo per il territorio.

Questo obiettivo utilizza interventi innovativi basati su servizi ed infrastrutture tecnologiche e sociali che vedono come aspetti di interesse dei Beni Culturali i “Single Smart Space”, ovvero spazi in cui le persone vengono messe a contatto con una realtà fatta di oggetti e contesti culturali capaci di suscitare interesse, perché ne viene offerta una percezione diretta o una loro conoscenza o una combinazione di percezione e conoscenza.

In sintesi, le progettualità DATABENC puntano all’utilizzo innovativo di nuove tecnologie per rendere possibili nuovi modi di comunicare con le persone e renderle partecipi della gestione dei beni culturali. Questo può avvenire investendo sulla costruzione di reti di interesse intorno all’immenso patrimonio di cui il nostro Territorio è depositario. In questi interventi e soluzioni, le tecnologie, soprattutto quelle ICT, svolgono il loro ruolo di facilitatori di processi fondati sull’insieme delle competenze attive nella filiera distrettuale, costruita intorno ai temi della conoscenza integrata, del monitoraggio diagnostico, della valorizzazione e della fruizione.

Le progettualità DATABENC intendono favorire soluzioni in grado non solo di sostenersi ma anche di rinnovarsi implementandosi con successive realizzazioni. Il Distretto mira in tal modo a proporsi come polo di riferimento tecnologico nel settore dei Beni Culturali per il Sud Italia, anche attraverso la promozione di un brand distrettuale e di azioni comuni con altri soggetti analoghi su scala nazionale e internazionale, soprattutto extra-europea, così da aumentare la visibilità dei giacimenti culturali della regione Campania e sperimentare le opportunità di successo delle soluzioni high-tech made in Italy sui mercati mondiali.

Il parco archeologico urbano della stazione di Piazza Municipio

Un po’ di storia

Lo scavo della stazione Municipio a servizio delle linee 1 e 6 della Metropolitana di Napoli costituisce uno degli interventi urbanistici più rilevanti di riqualificazione del tessuto urbano e di miglioramento della trasportistica cittadina.

Lo scavo, eseguito sull’intera superficie interessata dalla stazione (ca. 23.000 mq) ha documentato l’intera stratificazione insediativa dell’area da età preistorica sino alla demolizione della cinta muraria vicereale per isolare Castel Nuovo intervenuta con l’Unità di Italia, conseguendo risultati eccezionali sotto l’aspetto storico e archeologico.

L’area della piazza in origine era parte di una grande insenatura costiera, estesa da Castel Nuovo e piazza G. Bovio, nella quale è stato impiantato il porto di età greca e romana.

Nel III secolo a. C i fondali sono investiti da una grande opera di dragaggio dei fondali (ca. 3750 mq) per rendere più efficiente l’approdo. A questo stesso periodo risalgono le più antiche strutture di terrazzamento ed una rampa in discesa verso il mare, forse per l’alaggio o l’approdo di piccole barche.

Lo scavo ha poi rivelato la successione dei fondali marini posteriori all’attività di dragaggio, da età repubblicana a piena età imperiale, con i resti di sette relitti di imbarcazioni e di un molo ligneo. Ad età augustea risalgono importanti infrastrutture marittime: un molo a protezione dell’imboccatura del bacino e nella sua parte più interna una imponente banchina, a monte della quale si sviluppa una strada, molto probabilmente la via per cryptam di collegamento fra Neapolis ed i Campi Flegrei.  A ridosso della strada dagli inizi del I secolo d. C. e nel II secolo d. C. sorgono edifici termali.

Agli inizi del V secolo d.C., l’insenatura si insabbia, determinando lo spostamento del porto tardo antico e bizantino probabilmente in prossimità di piazza G. Bovio. Dopo un fenomeno di abbandono protratto per tutto l’alto medioevo, l’area assume una nuova vitalità urbana in età angioina, in concomitanza con la costruzione di Castel Nuovo ad opera di Carlo I. Alle pendici del castello è emerso un quartiere residenziale, databile dalla fine del ‘200 alla fine del ‘300, all’interno del quale rivestono pregio particolare gli edifici affrescati attribuiti alla famiglia Del Balzo.  La fase basso medievale è distrutta intorno agli inizi del XV secolo ed è obliterata della radicale ricostruzione di Castel Nuovo e della creazione della nuova difesa esterna realizzata da Alfonso V di Aragona, di cui gli scavi hanno portato in luce gli antemurali, una torre, e la rampa di accesso alla porta della “cittadella aragonese”. Agli inizi del XVI, con l’avvento dei viceré spagnoli, è costruita una nuova grande fortificazione esterna a Castel Nuovo: sono venuti alla luce tratti delle cortine settentrionali ed occidentali, con i torrioni dell’Incoronata e del Molo, e il fossato antistante.

Tali strutture, ancora eccezionalmente conservate, sono la parte che resta del sistema fortificato correlato al castello che ha segnato l’immagine di questa parte della città per numerosi secoli sino all’Unità d’Italia.

Gli imponenti resti archeologici rinvenuti durante gli scavi sono stati integrati nel nuovo progetto di Piazza Municipio, connesso alla costruzione della stazione, realizzato dagli Architetti Alvaro Siza ed Edoardo Souto De Mura.

All’interno del mezzanino della stazione Municipio di linea 1 è già valorizzata la fortificazione della fase vicereale e, in particolare, lo splendido torrione dell’Incoronata, mentre è stato avviato il progetto del parco archeologico in cui, su più livelli disposti a diverse profondità corrispondenti alle varie fasi edilizie, saranno visibili i resti delle residenze angioine, della fortificazione aragonese e le banchine portuali di età ellenistica e romana.

All’interno di queste complesse coordinate progettuali, il Distretto DATABENC propone di offrire il proprio contributo per la realizzazione del parco archeologico urbano di Piazza Municipio, fornendo la propria collaborazione alla Regione Campania, alla Amministrazione Comunale, alla società Metropolitana Napoli e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.

Il progetto si propone di intervenire sul sistema integrato costituito dal patrimonio archeologico e monumentale valorizzato all’interno della stazione, secondo le linee progettuali in corso di attuazione, e dal soprastante complesso di Castel Nuovo sul quale sono disponibili nuovi elementi conoscitivi in seguito agli scavi della Soprintendenza archeologica e ad uno studio, in corso di stampa, sviluppato da UNINA nell’ambito del progetto SNECS. Nell’ottica di un intervento contestuale finalizzato a collegare la città al mare e al suo ingresso portuale, il progetto si propone di includere anche lo specchio marino sommerso antistante Piazza Municipio dove sono previsti da parte dell’autorità portuale interventi di dragaggio dei fondali che potranno intercettare stratificazioni d’uso del porto fino ad età moderna.