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© 2020, Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli

Progetto

CUP B63D18000370007 | (EX PON03PE_00164)

01. PAUN

PARCO ARCHEOLOGICO URBANO NAPOLI

Responsabile Scientifico Progetto PAUN (ex RIPA): Alfonso Santoriello – Professore Associato di Metodologie della Ricerca Archeologica e di Archeologia dei Paesaggi – Università degli Studi di Salerno

Il Progetto ha l’obiettivo di porre le basi per la realizzazione del Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli (PAUN) definendo la sua localizzazione iniziale nel sito archeologico di Piazza Municipio.

Da un punto di vista concettuale, PARCO ARCHEOLOGICO URBANO DI NAPOLI si basa sull’assunto che senza conoscenza non c’è valorizzazione durevole e senza tutela non c’è patrimonio da trasmettere alle future generazioni.

Uno degli obiettivi principali è, dunque, soddisfare l’esigenza di informazioni e servizi relativi al patrimonio culturale attraverso modalità che favoriscano l’innovazione dei sistemi di tutela e di valorizzazione. In tal senso, ognuno degli obiettivi di progetto intende dare vita a un’interazione di competenze e conoscenze, realizzando una soluzione sinergica a diversi bisogni del comparto culturale della regione.

In sintesi le diverse competenze applicate ai BBCC si strutturano in un sistema che integra le principali funzionalità per la gestione virtuosa dell’Eredità Culturale. Perno dell’intervento è l’accrescimento e la diffusione della Conoscenza declinata come analisi agli specialisti del dominio, come diagnostica utile alla salvaguardia e divulgazione per il pubblico più ampio.

02. Il Progetto

Il progetto PAUN si snoda secondo 3 linee di azione interconnesse:

1. Analisi del patrimonio archeologico-monumentale e ambientale funzionale per la creazione del Sistema Integrato di Conoscenze nell’ambito della piattaforma CHIS

L’obiettivo è la realizzazione di un sistema integrato di conoscenze del patrimonio archeologico, utilizzando le funzionalità della piattaforma CHIS e implementando la struttura dell’Atlante Integrato delle Conoscenze predisposto nell’ambito del progetto SNECS.

Il Sistema è compatibile con gli standard del Sistema Informativo Archeologico Nazionale (SITAN) e del SIGEC-WEB dell’ICCD del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è basato sulla piattaforma CHIS (Cultural Heritage Information System) sviluppata dal Distretto DATABENC nell’ambito dell’omonimo Progetto PON03PE_00099_1 che si è concluso lo scorso 30 aprile 2017.

2. Realizzazione di una rete di Monitoraggio del Rischio Archeologico e storico-monumentale e dell’impatto dei flussi turistici

Il monitoraggio per scopi diagnostici permette di diagnosticare i rischi ambientali e antropici cui è soggetto il parco archeologico urbano e offre un contributo ad elaborare modelli predittivi di salvaguardia.

La piattaforma potrà usufruire anche delle informazioni raccolte dagli utenti durante la loro visita. Tramite i dati visuali acquisiti durante la visita mediante realtà aumentata si intende creare un dataset multi-temporale di immagini. Si avrà dunque una completa raccolta di foto ottenute durante la visita dei turisti direttamente dai loro terminali mobile e che quindi raccoglieranno immagini da diversi punti di vista delle strutture architettoniche antiche.

L’ambiente di monitoraggio sarà basato su tecnologie del Remote Sensing, in cui confluiranno anche i dati raccolti grazie ai prototipi realizzati, e collegato al Sistema Integrato di Conoscenze.

3. Realizzazione di strumenti per una Fruizione Sociale e Sostenibile in realtà aumentata e virtuale

Il parco archeologico urbano deve essere “diffuso” nel quadro della mobilità locale, regionale, nazionale, internazionale; nel quadro del sistema dell’offerta e della ricezione turistica; nel quadro del potenziamento dell’offerta culturale e ambientale dei territori. Per realizzare tale obiettivo si devono attivare sistemi di comunicazione innovativi dei contesti archeologici e dei monumenti. Un primo obiettivo può riguardare la realtà aumentata.

Saranno realizzati, inoltre, dispositivi per la fruizione in tutti gli ambienti disponibili di larga diffusione (ad esempio, applicazioni software, sotto forma di app) per permettere visite personalizzate all’interno del parco archeologico avendo cura di adottare i più moderni approcci alla realtà aumentata.