Scroll to top
© 2020, Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli
Back
Ricerca

Ricostruzione del paesaggio geoarcheologico sommerso dell’area prospiciente Castel dell’Ovo

  • Collaboratori: Pietro Aucelli, Sabrina Amodio, Gaia Mattei, Francesco Peluso, Liugi De Luca

  • Responsabile scientifico: Gerardo Pappone

Scroll

Attività

Nell’ambito delle attività svolte dal gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope previste dal progetto PAUN è stata realizzata, nell’area costiera prospiciente il Castel dell’Ovo a Napoli,  la campagna di ricerca PAUN-CDO-1.

Tale area appare oggi come una rocca costruita in età angioina, ma ha la sua prima fase di edificazione nel I secolo aC, quando fu sede di una villa marittima.  La finalità delle indagini è stata quella di ricostruire il paesaggio costiero del I secolo aC tra la collina di Pizzofalcone e l’isolotto di Megaris, e definire la funzione delle annesse strutture archeologiche sommerse.

Durante la campagna di ricerca sono state svolti anche una serie di rilievi geofisici, geomorfologici e geoarcheologici con un drone marino, di tipo Unmanned Surface Vehicle, denominato MicroVeGA, in dotazione al gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

Il natante, progettato specificatamente per rilievi di tipo geoarcheologico, è il risultato di pluriennali esperienze di ricerca nell’utilizzo dei metodi geofisici marini applicati all’archeologia subacquea. Nel dettaglio il payload dell’USV MicroVEGA è composto da:

  • Un sistema GPS
  • Un ecoscandaglio digitale a 200 KHz
  • Un sonar digitale a scansione laterale da 450 KHz
  • Un sistema fotografico subacqueo ad alta definizione.

L’USV MicroVEGA, grazie alla completa suite di sensori di cui è dotato, è in grado di eseguire rilievi geologico-geomorfologici di ambienti costieri sommersi sia su larga scala che su piccola scala al fine di realizzare modelli tridimensionali del paesaggio, utilizzando strumenti geofisici (Single Beam Echo Sounder e Side Scan Sonar) e strumenti ottici (fotocamere subacquee per fotogrammetria).

Durante il survey, grazie alle limitate dimensioni ed al ridotto pescaggio, il drone ha potuto navigare “sopra” la struttura archeologica, continuando l’acquisizione dati (principalmente batimetrici e videografici) anche in meno di 1 metro di acqua.

Nello specifico, il drone MicroVEGA ha acquisito durante la campagna i seguenti dati georeferenziati:

  • 1904 metri di sonogrammi tramite side scan sonar
  • 4856 punti batimetrici tramite ecoscandaglio digitale
  • 3 ore e 05 di filmati tramite le 3 videocamere ad alta risoluzione

Inoltre in fase di post processing, grazie ad un apposito software, dai filmati è stato possibile estrapolare più di 11mila immagini digitali, ognuna dotata di opportuna geolocalizzazione.

L’analisi dei dati ha rilevato che la struttura archeologica sommersa individuata in fase di indagine ha una forma molto complessa probabilmente a causa degli effetti erosivi dell’azione delle onde negli ultimi millenni. Tuttavia, essa appare fondamentalmente come un muro perimetrale allungato attraversato da tre canali di forma quadrata e regolare.

Dalla interpretazione della mappatura estensiva e dalla misura precisa delle dimensioni di tutti gli elementi strutturali, è possibile ipotizzare che questo muro perimetrale delimiti un bacino interno che potrebbe essere interpretato come un PESCHIERA, come testimoniano inoltre i resti delle chiuse, ossia i canali qui misurati.

Un’altra prova che supporta tale ipotesi è la presenza di un camminamento rilevato tra 2 canali qui interpretato come una CREPIDINE, sempre presente nelle peschiere in quanto svolgeva il compito di facilitare il passaggio intorno alla vasca degli operatori della manutenzione.

 

Note all'immagine

In alto

Le prime due immagini in alto nella figura rappresentano delle fasi operative della campagna di ricerca PAUN-CDO-1 effettuata nell’area prospiciente Castel dell’Ovo a Napoli dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

La ricerca è stata eseguita tramite l’utilizzo di un drone marino dotato di una sensoristica geofisica e videografica in grado di effettuare una completa mappatura dell’area costiera sommersa, acquisendo informazioni georefenziate sia puntuali che areali, tali da consentire successivamente una completa ricostruzione degli ambienti indagati. Il drone è stato progettato e realizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope nell’ambito del progetto MicroVEGA (Micro Vessel for Geo Application).

In basso a sinistra

Nella figura è rappresentata l’area indagata (Castel dell’Ovo) e la ricostruzione (sonogramma) derivante dai dati acquisiti tramite side scan sonar, strumentazione in dotazione al drone MicroVEGA.

In basso a destra

Le due immagini rappresentano dei target archeologici individuati nell’area del versante di ponente del Castel Dell’Ovo acquisite dalla strumentazione videografica subacquea del drone MicroVEGA.

Pubblicazione internazionale

La pubblicazione internazionale derivante da queste indagini è scaricabile all’indirizzo web:

https://www.mdpi.com/2076-3263/9/4/170

Pappone, G., Aucelli, P. P., Mattei, G., Peluso, F., Stefanile, M., & Carola, A. (2019). A Detailed Reconstruction of the Roman Landscape and the Submerged Archaeological Structure at “Castel dell’Ovo islet”(Naples, Southern Italy). Geosciences, 9(4), 170