Scroll to top
© 2020, Parco Archeologico Urbano della Città di Napoli
Share

Ricerca

Il progetto di ricerca intende analizzare le forme e lo spazio occupato dal Castel Nuovo di Napoli, attraverso:

  1. il reperimento delle fonti iconografiche delle fasi tardomedievali;
  2. la raccolta e il commento di tutte le fonti scritte e della storiografia inerente la costruzione dal 1279 al 1500;
  3. l’integrazione delle informazioni ottenute con alcuni dati archeologici rinvenuti nell’area del castello.

Il progetto di ricerca è stato volto alla realizzazione di un Sistema Informativo integrato in grado di raccogliere, gestire e diffondere i dati archeologici e storico-monumentali relativi alla città di Napoli.

Il Sistema è stato perfezionato con l’aggiunta delle informazioni sul patrimonio culturale urbano, per fornire una base conoscitiva e uno strumento di supporto alla diagnostica, al monitoraggio, alla tutela e alla valorizzazione del PAUN.

La ricerca intende analizzare il ruolo di Neapolis come città portuale dalla sua fondazione al V sec. d.C.

sulla base dalle antiche strutture e dalle trasformazioni del porto.

I dati considerati sono stati ricostruiti nell’ambito del progetto di realizzazione di “stazioni dell’archeologia”, ad opera dalla società Metropolitana di Napoli, della Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli e dell’Amministrazione Comunale.

Il progetto di ricerca ha interessato la documentazione di tipo fotografico costituente un campione particolareggiato riferibile all’area di scavo di Piazza Municipio. Le procedure di censimento, schedatura e digitalizzazione del materiale sono state svolte al fine di riordinare la documentazione e di integrarla al Sistema Informativo di PAUN.

Il progetto di ricerca è stato finalizzato alla produzione di cartografia tematica e alla definizione di validi modelli relativi alle deformazioni del suolo e ai rischi a cui è sottoposto il sito archeologico di Piazza Municipio. Il monitoraggio dell’area ha come obiettivo principale l’identificazione dei movimenti in atto e l’analisi della loro evoluzione spazio-temporale.

Il progetto ha previsto lo studio geologico-tecnico e la caratterizzazione sismica dell’area del Parco Archeologico Urbano di Napoli.

Le attività di ricerca sono state realizzate a partire da dati testuali, cartografici e stratigrafici relativi al sito e mediante i risultati degli interventi di scavo connessi ai lavori di ampliamento della Metropolitana di Napoli.

Il progetto di ricerca si è interessato della ricostruzione della struttura dell’acquifero costiero, al fine di analizzare la modalità di interazione tra la falda, le opere presenti nello scavo archeologico di Piazza Municipio e le acque di ingressione marina.

A partire dalle indagini idrogeologiche che hanno interessato il sottosuolo dell’area del Parco Archeologico, è stato creato il modello 3D dell’acquifero costiero.

Le attività di ricerca hanno avuto come obiettivo principale quello di suggerire, alla luce degli studi di carattere geologico e idrostratigrafico e della caratterizzazione geologico-tecnica e sismica di sito effettuati nell’ambito degli OR 2, opportune tecniche e possibili strumentazioni da installare in situ per il monitoraggio idrogeologico, idrogeochimico ed idrogeotermico e sismico integrato.

Nell’ambito delle attività di progetto finalizzate alla ricostruzione del modello morfo-evolutivo della linea di costa di Napoli durante l’Olocene, un gruppo di lavoro dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Marine ISMAR del CNR, ha guidato la campagna di ricerca PAUN-CDO-2.

L’indagine ha prodotto un rilievo geofisico marino di tipo morfo-acustico.

Il tema che il progetto di ricerca si è proposto è quello di interpretare la continuità e la memoria dell’antico come chiavi di lettura e di presentazione delle evidenze monumentali relative all’area del Parco.

Uno dei centri di interesse è stato il complesso architettonico della chiesa dell’Incoronata, che si colloca tra i più rilevanti edifici del Trecento napoletano.

Un gruppo di lavoro dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” ha realizzato, nell’ambito del progetto PAUN,  la campagna di ricerca PAUN-CDO-1.

Le attività, condotte nell’area costiera prospiciente il Castel dell’Ovo a Napoli, hanno previsto anche una serie di rilievi geofisici, geomorfologici e geoarcheologici con un drone marino, di tipo Unmanned Surface Vehicle, denominato MicroVeGA.

Il progetto di ricerca, condotto dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (Dipartimento di Scienze e Tecnologie), ha portato alla realizzazione di un nuovo prototipo di drone marino denominato ARGO (ARchaelogical GeO application).

Il drone è grado di operare sia in modalità completamente unmanned che in modalità manuale ed è dotato di sensori acustici e di fotocamere ad alta risoluzione per il rilevamento dei dati.

Il progetto di ricerca è stato condotto al fine di ricostruire il paesaggio urbano della Napoli antica nell’area corrispondente all’attuale Piazza Municipio.

Il settore topografico in esame riveste un interesse del tutto particolare: si tratta dell’area extra-muranea occidentale di Neapolis, coincidente con buona parte del suo antico bacino portuale.

La ricerca si è occupata dello studio della ceramica fine da mensa nella Campania romana (I sec. a.C.- II secolo d.C.), con particolare riferimento al sito di Neapolis.

Nell’ambito del progetto, si è scelto di affrontare in particolare lo studio della ceramica a pareti sottili e della terra sigillata italica.

Il progetto di ricerca ha previsto un’indagine Raman e un’analisi cromatografica sui campioni prelevati presso l’area del parco archeologico urbano di Napoli in Piazza Municipio e presso il deposito ubicato a Chiaiano- Piscinola via Giovanni Antonio Campano 87.

I dati rilevati hanno consentito la caratterizzazione complessiva degli strati pittorici.

Nell’ambito del progetto di ricerca sono state condotte analisi di microspettroscopia Raman su campioni del PAUN, al fine di ricavare informazioni circa lo stato di conservazione e i processi di deterioramento che coinvolgono alcune superficie murarie del Parco. In particolare, sono stati rilevati sia fenomeni di degrado urbano per effetto antropico, sia processi di deterioramento da attacco biologico.